Ma nemmeno in dieci riescono a contraddirmi come faceva Gianni

il moncleroutlet-i libro che racconta tutta Donatella

Se non fosse che le sideve voler bene per definizione, perché non è possibile non provare per lei l istintivo che produce la sua presenza, per amarla basterebbe osservare il suo essere naturalmente antiborghese: Donatella Versace è così com’è, senza i filtri e senza i paraventi che la cultura dominante affida a chi, come lei, è una donna a capo di un’azienda, è una direttrice creativa di uno dei più conosciuti marchi del fashion system globale, è a capo di una casa di moda che ha fatto nascere la Moda moncler outlet serravalle italiana così come la conosciamo, tra i fondatori di quel sistema che ha legato creatività e industria e che è diventato uno degli orgogli più solidi outlet moncler dell’italianità, insuperabile espressione di tutto Made in Italy.

Se non fosse così, Donatella sarebbe una capitana d’industria e direttrice artistica legata al suo ruolo con tutti suoi pregi e difetti. Ma la cultura borghese, che da lei pretenderebbe questo ruolo, l’avrebbe schiacciata, annullata in un personaggio che non le appartiene. Perché Donatella è l’interprete del suo film, è il personaggio per cui è stata scritta la sceneggiatura della che mette in scena la sua vita. E per moncler outlet trebaseleghe questo, è uno dei attori più veri che si possano incontrare nel suo ambiente. Se qualcuno avesse qualche dubbio in moncler saldi outlet merito a queste affermazioni, può controllarne la loro attinenza leggendo e guardando piumini moncler le foto di VERSACE: Donatella Versace, libro con i testi di Donatella Versace, Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, con interventi della molto rimpianta Ingrid Sischy e moncler donna altri (336 pagine / 250 fotografia a colori e in bianco e nero, Euro 95, Rizzoli).

Quante cose ha fatto Donatella! Il volume raccoglie molti dei momenti più importanti degli ultimi vent’anni della mia vita e del mio lavoro. La moda, gli amici, gli affetti e, naturalmente, i talenti straordinari con i quali ho avuto la fortuna di collaborare. Le persone ritratte in queste pagine hanno fatto moncler bambino outlet e fanno parte della mia moncler uomo vita e io mi sento onorata di aver avuto l’occasione di conoscerle, scrive Donatella nella lettera che accompagna il libro inviato agli amici (e io mi ritengo un suo amico, va detto per chiarezza e per onestà di informazione).

E anche questa è una sua dichiarazione sincera, tanto che dedica il libro a un amico che non c’è più, Prince. moncler outlet Quando ripenso a tutti i piumini moncler scontatissimi momenti preziosi che abbiamo trascorso insieme, sia in pubblico sia in privato, mi rendo conto che rispecchiano la mia vita e il mio lavoro () Grazie, Prince, per tutto quello che hai donato a me e al mondo intero. Mi manchi! Ti amerò per sempre, scrive Donatella nella dedica del libro. E anche questo fa parte del suo essere anti borghese perché non fa certo parte di quella cultura l’esposizione dei sentimenti, di quelli che procurano gioia come di quelli che regalano la tristezza del ricordo.

Chi la conosce, non ne resta sorpreso, anzi. l’esposizione piumini moncler saldi dell’essere se moncler outlet online shop stessi dellaqualesi può avere conferma sul suo account Instagram, se non si ha la fortuna di incontrarla e conoscerla dal vivo. Questo libro aiuta a capirla perché aiuta a conoscerla, anche a distanza. Come può fare lasua foto con Bruce Weber, fotografo feticcio, o quella che la mostra al lavoro coni suoi collaboratori (Io ho bisogno di discutere e mi sono circondata di assistenti che la pensano in modo diverso da me quasi su tutto. Ma nemmeno in dieci riescono a contraddirmi come faceva Gianni, dice una sua dichiarazione riportata nella prefazione che aggiunge verità alla verità).

Gianni che la contraddiceva sempre perché l’amava, perché era la sorellina che lo faceva arrabbiare ma senza la quale non prendeva nessuna piumini moncler outlet decisione. O la prendeva suo malgrado. Quanto Gianni e Donatella moncler saldi uomo si approvassero a vicenda fa parte di una questione sentimentale, e come tutte quelle che riguardano i sentimenti, è inspiegabile. Ma c’è da scommettere che Gianni sapeva che Donatella sarebbe riuscita a fare di Versace la sua propria espressione, sapeva che poteva andare contro tutto e contro tutti e che avrebbe vinto lei. Hanno moncler outlet online uomo perfino tentata di incasellarla in un ruolo, di toglierle piumini moncler uomo la parte trasgressiva che è il lato più bello della sua sfaccettata personalità. Un lato moncler saldi che le ha procurato anche dolori, errori, rinunce, ma che l’ha riportata a essere se stessa in tutto e a vincere le sue battaglie. Una su tutte: dal 1997, quando dopo la morte di Gianni è diventata direttrice artistica del marchio di famiglia, non ha permesso nessun cedimento dell’immaginario di Versace, marchio iconico era e tale è rimasto. Espressione di un moda senza compromessi che, quando vuole, cioè quando Donatella decide, sa anche rinnovarsi. E sul rinnovamento moncler bambino saldi lei ha giocato la sua partita moncler outlet trebaseleghe migliore passando per trionfi e normalizzazioni, dimostrando che anche lei, come Gianni, puòcreare un personaggio attraverso il vestito (un esempio su tutti: nel 1996, Gianni ha creato la Lady Diana post separazione; nel 2000, Donatella con un abito stampato ha ridato coraggio e visibilità a una Jennifer Lopez in difficoltà), forse più di Gianni ha capito quanto l’indipendenza possa ripagare delle energie che si è costretti a sprecare per ingaggiare lotte in cui si sa di aver ragione ma ci si deve comunque opporre agli ostacoli della conservazione che sono troppo grandi, forti e potenti.

Attraverso le immagini, il libro racconta molto di questo e di altro. Ma racconta soprattutto una Donatella che saessere l’esponente atipico di un mondo eccentrico che, contraddicendo se stesso, alla fine premia la normalità. MaDonatella normale, in questo senso, non lo è proprio per niente. E, nonostante questo, è una vincente.

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